Che cos’è la salpingite? Come guarire? Sintomi, diagnosi, terapia

A una donna in età fertile può capitare di percepire dolori acuti, lancinanti, localizzati nei quadranti inferiori dell’addome, associati a febbre elevata e malessere generale. Tali sintomi, che fanno pensare in prima istanza a un attacco di appendicite, possono invece essere causati dalla salpingite, un processo infiammatorio che colpisce le tube di Falloppio. Di origine in prevalenza batterica – è causata soprattutto da streptococchi e stafilococchi – la salpingite può insorgere come complicazione dell’uso di un contraccettivo interno o di pratiche abortive.

Il quadro sintomatologico della salpingite include una serie di manifestazioni in cui il dolore presente nei quadranti inferiori dell’addome è spesso associato a nausea, vomito, rialzo anche considerevole della temperatura e perdite vaginali a volte accompagnate da un sanguinamento uterino irregolare e inaspettato. Non di rado i sintomi della salpingite diventano più evidenti durante il ciclo mestruale o nel periodo immediatamente successivo a questo. In caso di salpingite acuta il dolore addominale, il più delle volte bilaterale, si fa via via più intenso ed è accompagnato da contrattura. Alla palpazione sussiste una dolorabilità di rimbalzo (segno di Blumberg) e il dolore si manifesta anche durante il movimento della cervice uterina. Forme particolarmente gravi e non curate per tempo possono estendersi agli organi circostanti (utero, ovaie, intestino) e dare origini a complicazioni anche severe e sfociare addirittura anche nella peritonite.

La forma cronica della salpingite, spesso conseguente a un mancato o inadeguato trattamento dell’infezione acuta, si presenta con irregolarità mestruali, dolore cronico in zona pelvica e infertilità dovuta a una permanente alterazione delle tube. Proprio questa patologia rientra fra le prime cause di sterilità e, di conseguenza, ai sintomi organici può associarsi uno stato derivante di disagio psicologico che non deve essere sottovalutato. Anche i rapporti sessuali diventano spesso fonte di fastidio e di dolore causato dalle aderenze che si formano fra le tube e le strutture adiacenti.

Come diagnosticare la salpingite?

La diagnosi di salpingite può quindi essere suggerita dai sintomi sopra elencati e da febbre superiore ai 38°. Gli esami del sangue sono comunque indispensabili per verificare i valori dell’emocromo e per escludere una gravidanza. Inoltre è quasi sempre presente un aumento del numero dei leucociti e la presenza dell’infezione viene suggerita anche da valori decisamente alti sia della VES sia della proteina C reattiva. La paziente deve essere sottoposta anche a ulteriori accertamenti di laboratorio. Una biopsia del tessuto vaginale, per esempio, è in grado di individuare il batterio specifico che ha causato la salpingite. In particolare viene valutata la presenza di infezioni cervicali provocate da N. gonorrhoeae o da C. trachomatis. In presenza di una risposta positiva di questi criteri di indagine la diagnosi diventa praticamente certa ma, se il dubbio persiste, può essere ulteriormente confermata da una accurata analisi addominale tramite laparoscopia e da una ecografia della pelvi, particolarmente consigliabile quando la paziente, sia a causa del dolore sia per la presenza di una massa pelvica, non può essere sottoposta a una visita ginecologica. Molto utile anche sottoporre la paziente a una diagnosi differenziale che porti all’esclusione di patologie con un quadro sintomatologico simile a quello della salpingite come, per esempio, la gravidanza ectopica, l’endometriosi, la rottura dell’ovaio, i fibromi uterini, i tumori ovarici e l’appendicite acuta.

Come guarire dalla salpingite? Terapie farmacologiche e non

La diagnosi in una fase precoce e la cura tempestiva e adeguata della salpingite sono due “step” indispensabili per scongiurarne la cronicizzazione e risparmiare alla paziente le pesanti conseguenze (dolore cronico, infertilità). La terapia antibiotica, da iniziare subito dopo il responso degli esami colturali, deve mirare alla eliminazione del batterio responsabile dell’infezione e deve essere estesa anche al partner, dal momento che la salpingite può essere trasmessa attraverso i rapporti sessuali.

L’antibiotico deve essere somministrato per almeno altre 24 ore dopo la scomparsa della febbre. Nel caso in cui terapia farmacologica non dà risultati positivi, si rende necessario il trattamento chirurgico, specie se l’infezione ha provocato danni funzionali agli organi colpiti. L’intervento di norma garantisce un totale ripristino della funzionalità delle ovaie.

Un ricovero ospedaliero può rendersi necessario anche senza necessità di un intervento chirurgico, quando la paziente è nullipara, quando i sintomi sono particolarmente gravi e invalidanti, quando la salpingite si manifesta nel corso di una gravidanza e quando, alla palpazione viene riscontrata una tumefazione pelvica.

Alla terapia a base di antibiotici, quando i sintomi dolorosi sono particolarmente intensi, può essere associato un trattamento  a base di analgesici e antinfiammatori. Può inoltre risultare utile l’applicazione di una terapia elettromagnetica, come ad esempio la PEMF, o di rimedi naturopatici, omeopatici o fitoterapici.

Fonti:

1. http://sintomicura.com/terapia/ovaio/

2. http://www.msd-italia.it/altre/manuale/sez18/2382094b.html

3. http://www.simast.it/linee-guida/linee-guida-simast/pid-iusti-2009.pdf