Alluce valgo: come ridurre il dolore

Talvolta capita di osservare un piede – soprattutto femminile – con una irregolarità più o meno vistosa nella zona dell’alluce, e… Ok, stronchiamo sul nascere eventuali derive fetish e precisiamo subito che questo articolo parla di alluce valgo (detto comunemente “piede con la cipolla” o “con la patata”), una patologia che colpisce le donne molto più degli uomini (da qui il riferimento) e i cui effetti spaziano da un semplice inestetismo a una sostanziale invalidità, nei casi più gravi, quando diventa dolorosa a tal punto da impedire di poggiare il piede a terra.

Alluce valgo: che cos’è e cosa lo provoca

Si tratta di una deformazione alla base dell’alluce, una deviazione laterale della falange e con lussazione dei sesamoidi. La cute mediale manifesta ipercheratosi o comunque un arrossamento cutaneo piuttosto diffuso e, in certi casi, si creano anche delle ulcerazioni. L’alluce valgo non è quindi solo una problematica a livello estetico, ma è una vera e propria patologia che è molto dolorosa e il suo aggravarsi rende difficoltoso camminare e svolgere le comuni attività quotidiane. Tra le cause principali della sua formazione ci sono l’abitudine di calzare scarpe eccessivamente strette o una complicanza derivata da una precedente ferita, ma nel 68% dei casi c’è una predisposizione ereditaria.

Secondo alcune ricerche statistiche pubblicate dal sito Podologia Italia, l’alluce valgo è una sintomatologia che colpisce più che altro le donne (circa dieci volte più degli uomini) con un’età compresa tra i 40 e 60 anni, anche se dati statistici più recenti dimostrano che la patologia dell’alluce valgo si sta sempre più diffondendo anche tra i giovani tra i 18 e i 30 anni.

Talvolta chi è affetto da alluce valgo presenta anche un piede piatto che sovraccarica la parte anteriore del piede; in questi casi il soggetto può riportare con il tempo anche alcune lesioni o deformazioni alle altre dita del piede (in particolare il secondo e il terzo dito) con pericolose ripercussioni sulla deambulazione e sulla postura e conseguenze che possono compromettere la salute della schiena o delle ginocchia.

L’alluce valgo comporta tutta una serie di complicanze ad esso connesse. Un problema comune è l’assunzione di una postura e andatura scorrette, per questo è fondamentale intervenire il prima possibile per evitare ulteriori complicanze. Una ricerca svolta su 2.831 individui con alluce valgo e pubblicata su Arthritis Care & Research dimostra che il problema dell’alluce valgo peggiora con il tempo e i soggetti che ne sono colpiti man mano manifestano altri disturbi come deperimento fisico, debolezza, ridotte funzionalità fisiche. In altre parole, come già accennato, questa patologia può diventare invalidante se non curata.

Alluce valgo: tutte le opzioni terapeutiche

In alcuni casi l’intervento chirurgico rappresenta l’unico rimedio: ci sono varie tecniche chirurgiche e tra le più innovative c’è quella percutanea con la quale, tramite delle piccole frese, si eseguono alcuni tagli sull’osso. In alternativa ci sono le tecniche dette “a cielo aperto” e per questo va valutato caso per caso il tipo di intervento più idoneo.

Esistono però numerosi trattamenti conservativi, rimedi farmacologici e non per alleviare il dolore. La prima regola è quella di indossare scarpe comode, quindi con la punta larga e un tacco non più alto di 4-5 cm. Appena possibile, inoltre, sarebbe preferibile camminare a piedi nudi, preferibilmente sulla sabbia, grazie alla quale si ha la possibilità di rafforzare anche le dita e di lavorare con più intensità sulle articolazioni. La sera si possono effettuare dei pediluvi defaticanti ai quali si può aggiungere anche dell’olio essenziale di lavanda, noto proprio per le sue proprietà rilassanti, e buona abitudine è anche quella di fare un breve massaggio utilizzando l’olio essenziale di lavanda al quale si può aggiungere qualche goccia di olio di mandorle con proprietà idratanti.

Per contrastare il dolore si può ricorrere anche all’elettrostimolazione PEMF (Pulsed ElectroMagnetic Field), che si è dimostrata efficace nel ridurre vari tipi di dolori, da quello legato a traumi a quello di natura osteo-articolare, specie nel campo ortopedico per il trattamento anche di fratture. Oggi ci sono diversi tipi di programmi terapeutici, quindi tali dispositivi rappresentano una soluzione complementare il cui utilizzo va valutato caso per caso scegliendo quello più adatto alla risoluzione del dolore del paziente.